Dentro Rio Mare

Dietro ogni lattina c’è un viaggio.

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dove peschiamo

scopri in quali delle zone fao peschiamo il tonno

area fao 71

L’Area FAO 71 è una delle 6 in cui è stato diviso l’Oceano Pacifico; in particolare si trova nelle acque occidentali e bagna nazioni quali Vietnam, Laos, Cambogia, Thailandia, Malesia, Singapore, Indonesia, Filippine, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Australia.

Il Tonno Pinne gialle

Diffuso nei mari tropicali e sub-tropicali, il Tonno Pinne Gialle (Thunnus albacares) è una specie migratoria dall’alta capacità natatoria, si sposta in grandi banchi ed è in grado di percorrere enormi distanze, attraversando, in alcuni casi, anche interi oceani. Deve il suo nome al caratteristico colore giallo intenso delle pinne dorsali e ventrali che lo distinguono dalle altre specie di tonni. Famoso per il gusto delicato delle sue carni di colorazione rosa e dalla consistenza tenera.

Il Tonno striato

Il tonnetto striato (Euthynnus pelamis) prende il nome dalle striature longitudinali che presenta sulla parte ventrale e il suo peso normalmente è compreso tra i 3 e i 4 kg. La sua carne ha un colore chiaro e un gusto più intenso rispetto al tonno pinne gialle.

È un metodo di pesca tradizionale, praticato a poca distanza dalle coste. Dall’imbarcazione vengono lanciate in mare esche per attirare i tonni e con l’ausilio di acqua spruzzata attraverso manicotti a pressione si creano dei vortici che attraggono i pesci. Successivamente i pescatori, dotati di canne da pesca, calano in mare le lenze con ami e sfruttando il movimento frenetico delle acque pescano i tonni per poi issarli a bordo, dove si procede rapidamente alla loro conservazione.

È un metodo di pesca tradizionale, praticato a poca distanza dalle coste e viene praticato tenendo la lenza direttamente con le mani mentre si aspetta attivamente o passivamente che il pesce abbocchi all’esca. Con questo metodo i pescatori lavorano su barche tradizionali con quattro lenze, dotate di ami ed esche, che vengono calate in acqua da 50 a 150 metri di profondità. Ogni tonno viene poi tirato fuori dall’acqua singolarmente e issato a bordo dai pescatori, oppure con l’aiuto di un mulinello meccanico.

La pesca con reti a circuizione è un metodo di pesca praticato da grandi navi peschereccio, che spesso rimangono in mare aperto per diverse settimane. Quando i pescatori avvistano i banchi di tonno viene calata in mare una piccola imbarcazione, cui è assicurata una rete. Quest’ultima viene poi gettata in acqua, in modo da formare una sorta di sacco, detto appunto “seiner”, che raccoglie i pesci e permette di portarli a bordo, dove vengono congelati in celle frigorifere. La pesca con reti a circuizione si suddivide in pesca su FAD (Fishing Aggregating Device) o pesca su banchi liberi (FAD Free).

La pesca su banchi liberi, si basa sull’abilità dei capitani di individuare in mare aperto i banchi di tonno, senza l’utilizzo di dispositivi di aggregazione per pesci (FAD – Fish Aggregating Devices), riducendo così il rischio di pesca catture accidentali di specie non bersaglio. I FAD (Fish Aggregating Devices) sono strutture di diverse dimensioni, naturali o artificiali, utilizzate per attirare i pesci. Queste strutture possono essere alla deriva e galleggiare in mare (note come drifting FAD – dFAD) oppure ancorate al fondale marino (note come anchored FAD – aFAD) .
Una battuta di pesca viene definita su banchi liberi (FAD-free) quando viene effettuata durante le ore diurne (dopo l’alba e prima del tramonto), ad almeno 1 miglio nautico di distanza da qualsiasi oggetto galleggiante in superficie o sommerso.
Una volta caricato a bordo, il tonno viene conservato in stive dedicate e identificato secondo apposita procedura di tracciabilità per garantirne la segregazione lungo la filiera. Rio Mare ha sviluppato un protocollo per gestire la catena di custodia del proprio tonno pescato su banchi liberi. Sulla base di questo protocollo, l’ente di certificazione SGS, ha verificato l’idoneità alla classificazione Fad- Free (banchi liberi) per il tonno pescato con reti a circuizione su banchi liberi o non associato all’utilizzo di FAD.

I nostri ingredienti

L’olio d’oliva


L’olio di oliva che accompagna il nostro tonno è attentamente selezionato a seguito di un rigoroso processo di validazione dei fornitori e contribuisce al gusto unico e alla qualità di sempre di Rio Mare. Il nostro olio di oliva proviene da ulivi di origine mediterranea e il suo sapore delicato permette di valorizzare il gusto del tonno. Il blend usato da Rio Mare è così unico perché è sviluppato per avere un bilanciamento di sapore, aroma e profumo, per un gusto inconfondibile.

olive

LA LAVORAZIONE

Come lo prepariamo

Il processo di lavorazione del tonno inizia subito dopo essere stato issato a bordo della nave dai pescatori, dove viene selezionato accuratamente e congelato per mantenerne la freschezza e le qualità nutrizionali e organolettiche. Dopodiché i pesci vengono trasportati in uno stabilimento per la trasformazione in filetti (loins) dove vengono scongelati, eviscerati, tagliati e cotti. Per i nostri prodotti, i filetti di tonno vengono puliti esclusivamente manualmente. I filetti di tonno puliti vengono a quel punto direttamente inscatolati oppure confezionati sottovuoto e congelati per poi essere inscatolati principalmente nei nostri stabilimenti europei.

Come lo prepariamo

Tutti i nostri stabilimenti lavorano con tecnologie innovative, con l’obiettivo di produrre in modo efficiente e sostenibile, minimizzando l’impronta ambientale sul nostro pianeta e mantenendo alta la produttività di tutti gli impianti. Un esempio è sicuramente il nostro stabilimento di Cermenate, in provincia di Como: numero uno in Europa e tra i più moderni al mondo, è altamente automatizzato ed ha una bassa impronta ambientale. Utilizza infatti energia elettrica certificata e interamente proveniente da fonti rinnovabili e si distingue per l’attenzione rivolta alla riduzione dei consumi idrici e al riciclo e al recupero dei rifiuti.
Anche nei nostri stabilimenti situati in Spagna e Ecuador stiamo portando avanti processi per ridurre il nostro impatto sull’ambiente, utilizzando fonti di energia rinnovabile e modernizzando dove necessario gli impianti.

Come lo prepariamo

Il processo di lavorazione del tonno inizia subito dopo essere stato issato a bordo della nave dai pescatori, dove viene selezionato accuratamente e congelato a -60 gradi per mantenerne la freschezza e le qualità nutrizionali e organolettiche. Dopodiché i pesci vengono trasportati in uno stabilimento per la trasformazione in filetti (loins) dove vengono scongelati, eviscerati, tagliati e cotti. Una volta cotto, il pesce viene successivamente pulito manualmente. Questa operazione di pulitura non può essere fatta meccanicamente. I filetti di tonno puliti vengono a quel punto confezionati, messi sottovuoto e congelati in sacchi da circa 7,5 kg per essere spediti negli stabilimenti che si occuperanno della formazione delle pastiglie di tonno, l’inscatolamento con l’eventuale aggiunta di altri ingredienti e la pesatura. In un secondo momento verranno poi sterilizzati, sigillati e imballati per essere spediti.

Come lo prepariamo

Il pesce appena pescato viene subito congelato a bordo della nave da pesca, prima di iniziare il suo lungo viaggio. Una volta portato sulla terraferma, il tonno intero viene inviato con trasporto refrigerato agli stabilimenti vicini ai luoghi di pesca in cui viene trasformato in filetti (loins). I filetti di tonno congelati, gli altri ingredienti e i materiali per l’imballaggio vengono poi trasportati presso lo stabilimento di Bolton Food SpA sito a Cermenate (CO) dove avviene la finalizzazione del prodotto e il suo inscatolamento prima di essere spedito. Il trasporto di loins avviene mediante l’utilizzo di mezzi refrigerati, via nave fino a Genova e con trasporto su gomma da Genova a Cermenate, mentre l’olio d’oliva, il sale e i materiali di imballaggio vengono trasportati tramite camion.

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