Partnership Area Marina Protetta Isole Egadi

RIO MARE E L’AREA MARINA PROTETTA ISOLE EGADI

Dal 2014, Rio Mare supporta le attività dell’Area Marina Protetta “Isole Egadi” (Sicilia, Italia), la riserva marina più grande del Mediterraneo.[1]

Nel corso degli anni, abbiamo realizzato 4 progetti per proteggere la biodiversità e incoraggiare la corretta gestione delle risorse naturali dell’area:

1) Progetto MASTER (Misure Anti Strascico per la Tutela e il Ripopolamento)

2) Il sostegno al Centro di Recupero per le tartarughe marine

3) Il sostegno all’Osservatorio Foca monaca

4) La Water Defenders Alliance e il Progetto PlasticLess con il supporto di LifeGate


L’erba di Poseidone

Nel 2024 per celebrare il Decennale di questa partnership, abbiamo chiesto a Will Media di raccontare il nostro progetto di tutela della Posidonia Oceanica, nato nell’Area Marina Protetta Isole Egadi che ha contribuito alla salvaguardia e alla conservazione della prateria sommersa protetta più grande del Mar Mediterraneo. Il documentario completo “La Posidonia è il POLMONE del Mediterraneo ed è in pericolo | L’erba di Poseidone” è disponibile sul canale YouTube di Will Media.[2]

Progetto MASTER (Misure Anti Strascico per la Tutela e il Ripopolamento)

La Posidonia oceanica è una pianta fanerogama marina che si insedia sui fondali sabbiosi e rocciosi e che svolge tre funzioni fondamentali:

• Fa da “nursery” e permette il ripopolamento per la fauna marina;

• Contrasta l’erosione costiera;

• Combatte i cambiamenti climatici e il riscaldamento globale, producendo ossigeno e assorbendo CO2 in misura 2,5 volte superiore alla foresta amazzonica.

Una delle principali minacce alle praterie di Posidonia è la pesca a strascico illegale, vietata in tutta Italia e soprattutto all’interno delle Aree Marine Protette.

Al fine di proteggere l’Area Marina dall’attività di pesca a strascico illegale, sono stati posizionati sul fondale dei  “dissuasori”, ovvero blocchi di cemento anti-strascico che ostacolano questo tipo di pesca.

Nel 2013, con i fondi del Ministero dell’Ambiente, sono stati installati nell’area 72 dissuasori, per completare il lavoro, Rio Mare si è impegnata a finanziare l’installazione di altri 40 dissuasori[3] che hanno contribuito a determinare una diminuzione dell’80%[4] della pesca a strascico in zona vietata.

Inoltre, nel 2020, abbiamo sostenuto la piantumazione anticipata di circa 2.000[5] nuovi fasci di Posidonia oceanica.

Il sostegno al Centro di Recupero per le tartarughe marine

Con questo progetto abbiamo sostenuto la gestione e il miglioramento del Centro di recupero per tartarughe marine di Favignana [6], in grado di garantire un intervento tempestivo e il salvataggio degli animali feriti.

Il centro, ospitato all’interno dell’ex fabbrica Florio, salva e ospita esemplari feriti o in difficoltà. Questi vengono ospitati in apposite vasche prima di essere curati e restituiti alla libertà al termine del loro recupero.

Il centro opera anche per sensibilizzare turisti, bambini e studenti al rispetto delle specie marine protette, grazie ad attività di educazione ambientale e laboratori didattici.

3) Il sostegno all’Osservatorio Foca monaca

All’interno di questo progetto, che prevede la gestione dell’Osservatorio della Foca Monaca, situato nel Castello di Punta Troia nell’Isola di Marettimo [7], nel 2016 Rio Mare ha finanziato l’installazione di fototrappole che hanno permesso ai ricercatori di documentare il ritorno della Foca Monaca lungo le coste italiane [8]. La presenza di questa specie non veniva monitorata dalla metà degli anni ’70.  

4) La Water Defenders Alliance e il Progetto PlasticLess con il supporto di LifeGate

Rio Mare è dal 2021 parte della Water Defenders Alliance, promossa da LifeGate.

La Water Defenders Alliance coinvolge aziende, cittadini, porti, istituzioni e mondo della ricerca per proteggere le nostre acque. Le aree di intervento prioritarie sono tre: la presenza di rifiuti plastici, l’inquinamento chimico causato dagli sversamenti di idrocarburi; e la tutela degli habitat marini.[9]

Nel 2021 Rio Mare ha aderito al progetto PlasticLess[10] promosso da LifeGate, posizionando un dispositivo Seabin nel porto di Favignana.[11]

Nel periodo 2021-2024, il Seabin ha raccolto circa 500kg di rifiuti galleggianti, che corrispondono in peso di 33.000 bottigliette di plastica da 0,5l.[12]

La raccolta di questi frammenti molto piccoli hanno un peso enorme sull’ecosistema marino; essendo molto piccoli i pesci rischiano di confonderli per cibo e nutrendosene finiscono nella nostra catena alimentare.

Inoltre, grazie ad una nuova soluzione brevettata da un’azienda italiana partner di LifeGate, Rio Mare nel 2024 ha fornito il porto e i pescatori di Favignana di kit di spugne in grado di prevenire ed assorbire gli idrocarburi.

Ogni chilo di queste “spugne magiche”, nel suo ciclo di vita, è capace di assorbire fino a 6.000 litri di idrocarburi[13].