Tre falsi Miti da sfatare
sul tonno in scatola

Nonostante i valori nutrizionali del pesce in scatola siano del tutto paragonabili a quelli del pesce fresco, spesso persiste un’errata percezione che questi prodotti siano poco salutari. In questa pagina, cercheremo di analizzare e sfatare alcuni dei più comuni falsi miti sul tonno in scatola.

Conserve…
senza conservanti

Il nome “conserva” potrebbe trarre in inganno: in realtà, tutte le conserve Rio Mare sono prive di additivi e conservanti. Soltanto buon pesce insaporito con olio d’oliva e un pizzico di sale, come da tradizione mediterranea. Il processo di sterilizzazione ne garantisce la corretta conservazione e lo rende una pratica porzione di pesce già condita e pronta da gustare!

Mercurio: No problem!

C’è tonno e tonno: forse non tutti sanno che le specie impiegate nelle conserve italiane (il tonno a pinne gialle, Yellowfin e il tonnetto striato, Skipjack) sono tra quelle a minore contenuto di metalli pesanti che le autorità internazionali considerano sicure. La garanzia in più di Rio Mare: i controlli effettuati continuamente sulla materia prima e sul prodotto finito evidenziano che i valori di mercurio nel tonno Rio Mare sono di 10 volte inferiori ai limiti di sicurezza previsti per legge. Per questo il consumo di Tonno Rio Mare è sicuro e consigliabile per tutti, comprese le donne in gravidanza e i bambini.

Sale, meno di quanto pensi

Il sale deve la sua azione conservante alla capacità di ridurre il contenuto di acqua libera nell’alimento, preservandolo da proliferazioni batteriche. Considerando porzioni e frequenze di consumo settimanali, si evidenzia come le conserve di pesce non debbano essere considerate come una fonte determinante nell’apporto di sale. Un’elevata percentuale del sale che le persone assumono quotidianamente deriva infatti da quello ‘nascosto’ in alcuni prodotti alimentari trasformati, quali pane, biscotti, cereali per la prima colazione e merendine.